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EHIME
  • TOKYO
  • EHIME

ISLANDS & SKYSCRAPERS

Dopo il pieno di viste panoramiche a trecentosessanta gradi di Tokyo dall'alto di Roppongi, quartiere centrale di Tokyo, preparatevi per qualcosa di completamente diverso: Dogo Onsen, le terme calde più antiche del Giappone. Naturalmente attraversando prima in bicicletta il calmo Mare Interno di Seto. Dalle viste più eccitanti di una metropoli super moderna all'entusiasmante natura di uno degli arcipelaghi più cantati del Giappone: null'altro come questo viaggio saprà sollecitare in voi emozioni profonde.

Official Tokyo Travel Guide
https://www.gotokyo.org/it/

Local government official website
https://www.visitehimejapan.com/en

I viaggiatori

  • Traveled : November 2018 Samantha Firth
    Blogger di viaggi
    Risiede a Australia
  • Traveled : November 2018 Jessica Korteman
    Blogger di viaggi
    Risiede a Tokyo
    Paese d'origine: Australia

Aeroporto internazionale di Kingsford Smith

JAL772 Come arrivare dal tuo paese

  • Samantha Firth

    Da Sydney a Tokyo il viaggio è piuttosto lungo, ma la qualità del servizio a bordo e l’estrema cortesia degli assistenti di volo lo rendono più facile da sopportare. Inoltre non immaginavo che anche in classe economica si potesse stare così comodi, né che ogni sedile avesse una presa USB per ricaricare il cellulare prima dell’arrivo. Ottima anche la qualità del pasto principale (soprattutto il dessert!), tra l’altro abbondante, ma anche dello spuntino poco prima dell’atterraggio, e molto utile oltre che sorprendentemente economica la connessione Wi-fi in volo.

Aeroporto internazionale di Narita

Treno Narita Express

Area metropolitana di Tokyo

Primo giorno

TOKYO

Tokyo City View more

DESTINAZIONI RACCOMANDATE

Tokyo City View

Nel cuore della città, Tokyo City View ha una sala panoramica a 250 metri di altezza e un punto di osservazione all'aperto, lo Sky Deck, a ben 270 metri, per offrire sole e brezza "ad alta quota". Da lì si ha una vista mozzafiato su tutta la città e i suoi luoghi più famosi, dalla Tokyo Tower alla TOKYO SKYTREE e, condizioni meteorologiche permettendo, si può vedere anche il monte Fuji.

  • Samantha Firth

    Certo che vedere Tokyo dall’alto dalla piattaforma Sky è tutta un’altra cosa rispetto alla solita finestra d’albergo. Se poi hai a fianco una guida che ti aiuta a scoprire la zone più interessanti o famose della città e ti spiega che una vista da qui equivale a quella dalla Tokyo Tower o persino della Skytree, la torre per telecomunicazioni più alta al mondo, l’entusiasmo va alle stelle.

    Primo viaggio in Giappone, prima possibilità di provarne l’autentica cucina! E per cominciare, un bento che a me è sembrato gigantesco. Lo Hyoki Kasuitei è un ristorante molto bello, dall’eccellente servizio e soprattutto interessante per via del personale abbigliato con il tradizionale kimono.

  • Jessica Korteman

    Per una vista super panoramica a giro d’orizzonte e foto ricordo da fare invidia, questo è uno dei punti migliori a Tokyo. Anche dell’iconica Tokyo Tower, così vicina da poterla vedere quasi in ogni dettaglio.
    La maggior parte degli osservatori sono chiusi, cioè si gode il panorama dietro una vetrata e questo può essere d’ostacolo per foto veramente belle; ma oltre all’osservatorio al chiuso situato al 52° piano di Tokyo City View, da qui si ottiene una vista a occhio d’uccello e completamente libera della città.
    Per chi ne ha la possibilità, l’ideale è ritornarvi a orari diversi per assistere al mutamento dei colori della città.

    Davvero squisito e impeccabilmente confezionato il bento “a due piani” in vassoietto di legno comprendente pesce, tofu, verdurine varie e riso, il tutto accompagnato da un saporito brodino di miso e qualche dolcetto giapponese. Quindi, così ben nutriti, eravamo pronti per la destinazione successiva.

Tokyo Metro Hibiya Line
stazione di Roppongi → stazione di Ginza
Circa 10 minuti, 170 yen

Kimono Gallery more

Kimono Gallery

Tokyo è il centro del Giappone e Ginza lo è di Tokyo. Ginza, baricentro culturale della moda, fonde tradizione e modernità in una squisita eleganza senza tempo e per il turista in cerca di un'esperienza veramente unica è il punto di partenza alla volta di luoghi come il Palazzo Imperiale, la Stazione di Tokyo, l'ormai internazionalissimo Tsukiji (il famoso mercato del pesce) e il Teatro Kabuki avvolto in tessuti finemente lavorati. La Kimono Gallery pensa a tutto per rendere splendida e memorabile una giornata in giro per la città in kimono.Non è necessario prepararsi né portare alcunché con sé per indossarlo: pensiamo a tutto noi, acconciatura e ornamenti per capelli compresi.
Oltre alle coppie sono benvenuti anche i singoli di entrambi i sessi.
Parliamo inglese e cinese. Particolarmente benvenuti sono i turisti stranieri.

  • Samantha Firth

    Vestire l’autentico kimono giapponese è un’esperienza preziosa per una donna. In questo centro di noleggio innanzi tutto puoi scegliere quello che più ti piace, dopodiché il personale si mette all’opera perché da sola non ce la puoi fare. Nonostante mi fossi fatta un po’ di cultura teorica, non immaginavo che il vero kimono si componesse di così tanti e diversi elementi, persino una sorta di grosso asciugamano che funge da imbottitura interna per “riempire” le forme che il kimono deve invece nascondere! Quando tutto è pronto, quell’aderenza ti dà però una piacevole sensazione di sicurezza. Il servizio comprende anche l’acconciatura che meglio si adatta al kimono scelto e poi, questo è il bello, da due a quattro ore in giro per Ginza così abbigliate per tante foto ricordo.

    La Tokyo Station è la stazione ferroviaria “centrale” e certamente la più iconica della città. L’abbiamo vista facendo due passi sino alla fermata dello Sky Bus, e ancora dopo al ritorno dal giro in autobus. La guida ce ne ha raccontato la storia, indicandoci anche l’ingresso al Palazzo Imperiale non lontano da là.

  • Jessica Korteman

    Noleggiare un kimono e così abbigliate passeggiare per Ginza sotto lo sguardo semi-divertito dei giapponesi e quello incuriosito degli altri turisti stranieri non capita tutti i giorni. Anche il complicato processo di vestitura e alla fine vedersi allo specchio o riflesse nelle vetrine dei negozi così agghindate danno un’euforica sensazione di esoticità.
    Ginza è uno dei quartieri più alla moda di Tokyo e vestire un kimono elegante secondo me è perfettamente adatto, soprattutto se poi s’intende visitare il vicino teatro Kabuki.

    È quella che in un’altra città verrebbe chiamata “stazione centrale”, visto che a Tokyo le stazioni ferroviarie non si contano. Ma non è solo uno dei baricentri dei sistemi di trasporto metropolitano: è anche un polo ove un’infinità di cose e persone s’incontrano, con altrettante infinite opzioni per lo shopping e il soddisfacimento della gola. c’è persino un’area intera dedicata solamente al ramen!

A piedi
20 minuti

SKY BUS TOKYO "Odaiba Night Course"more

SKY BUS TOKYO

SKYBUS TOKYO, l'autobus aperto a due piani, è specializzato nel percorso "Odaiba Night Course" dalla Tokyo Tower illuminata sino a Odaiba transitando per il Rainbow Bridge, e poiché percorre anche un tratto di autostrada per i passeggeri è un po' come essere al parco divertimenti.
A Odaiba si ferma un'ora ad Aqua City per uno spuntino libero o una foto davanti alla Statua della Libertà con il famoso ponte sullo sfondo.
Sono due ore di perfetto piacere, una concentrazione di memorabili viste notturne in un tempo relativamente breve.

  • Samantha Firth

    Un giro in Sky Bus, l’autobus scoperto, è un modo super speciale di vedere i luoghi più importanti della città. Essendo inoltre sera, vedere anche la Tokyo Tower illuminata ti lascia a bocca aperta, soprattutto se hai la fortuna, come è successo a noi, di sedere in prima fila, proprio come a teatro. La giornata si è conclusa all’Aqua City con una splendida cena.

    Non vedevo l’ora di provare anche l’autentico sushi, quello fatto nella sua terra natia. Allora, approfittando dell’occasione, ne ho ordinato dieci pezzi tra tonno, salmone e gamberetti e tutti sono andati giù che era una meraviglia. Com’è ancora usanza in molti ristoranti giapponesi, anche allo Tsukiji Sushiko tutto il personale si è unito in un sorridente irrashaimase, la tipica espressione di benvenuto, e alla fine in un altrettanto sorridente arigato-gozaimashita, quella di ringraziamento.

  • Jessica Korteman

    È il classico autobus scoperto a due piani che a Tokyo tocca i luoghi di maggior interesse turistico. Per noi, che abbiamo optato per il giro serale, soprattutto Ginza, Roppongi (compresa l’iconica Tokyo Tower) e Odaiba passando per il sinuoso Rainbow Bridge. Va da sé che chi riesce a sedersi al secondo piano ha la possibilità di scattare ottime foto ricordo da una prospettiva decisamente privilegiata.

    Seduti al banco si è come in prima fila al cinema, davanti ai cuochi che con movimenti perfetti ed eleganti preparano una gran varietà di piatti. Per me un misto di cose squisite e decisamente fresche, da gustare attentamente una ad una.

Hotel Ryumeikan Tokyo

  • Samantha Firth

    Praticamente di fronte alla Tokyo Station, la stazione ferroviaria principale della città, offre camere spaziose così come il bagno, un servizio secondo il più alto standard giapponese e personale che non ha problemi con l’inglese. La colazione è principalmente giapponese ma propone anche una versione occidentale, entrambe con ampia scelta, ma il bello è consumarla mentre si contempla il viavai di auto e persone indaffarate là fuori.

  • Jessica Korteman

    Molto conveniente data la posizione a soli cinque minuti a piedi dall’uscita Yaesu della Tokyo Station, è di tipo occidentale e oltre all’estrema pulizia e alla comodità delle camere offre tutti gli accessori che si trovano negli hotel internazionali.
    La colazione è al quindicesimo piano, il che significa anche assistere di prima mattina a un panorama cittadino d’indubbio fascino.

Secondo giorno

SHIKOKU(EHIME)

Aeroporto internazionale di Tokyo

JAL (JAL Japan Explorer Pass) Dettagli

  • Samantha Firth

    Come penso accada per tutti i voli nazionali giapponesi, anche il nostro check-in per Matsuyama si è svolto in un batter d’occhio e la partenza è avvenuta con ben un minuto di ritardo! Ah, questi giapponesi! E come per i voli internazionali anche la classe economica sulle tratte nazionali è parecchio comoda, e nonostante la relativa brevità del viaggio — solo poco più di un’ora — la compagnia ci ha offerto un drink quanto mai gradito.

  • Jessica Korteman

    Con JAL, da Tokyo a Ehime è una passeggiata. Oltre alla puntualità alla partenza e alla comodità del sedile, nonostante i soli settanta minuti di volo ci si vede offrire un drink inatteso. Anche caffè per chi lo desidera, magari mentre si legge la rivista di bordo.

Aeroporto di Matsuyamamore

Aeroporto di Matsuyama

Punto d'ingresso dal cielo alla provincia di Ehime e il più grande aeroporto di Shikoku, ogni giorno è molto affollato.
Oltre a bar e ristoranti comprende un'area per lo shopping di souvenir locali, tra questi alcuni prodotti di marca proprietaria Matsuyama Airport, e una sala in cui è possibile provare il sake di Ehime a prezzi ragionevoli.
Offre altresì un servizio d'interpretariato immediato a mezzo tablet, segnaletica e pannelli multilingue e un punto Wi-Fi gratuito per rendere ancor più comodo e spensierato il transito ai viaggiatori stranieri.
Ogni terzo sabato del mese, inoltre, l'aeroporto organizza un evento promozionale del prodotto più simbolico della provincia di Ehime - il mandarino - il cui succo che sgorga da uno speciale rubinetto viene altresì offerto in assaggio gratuito. Poiché questo tipo di presentazione è una novità in Giappone, che vanta grandi produzioni di mandarini anche in diverse altre regioni, se si è fortunati di trovarsi qui in uno di quei sabati è certamente un evento originale e perciò da non perdere.

  • Samantha Firth

    È un ristorante veramente bello e noi abbiamo pranzato in una saletta privata. Tutti insieme abbiamo ordinato la famosa orata di Uwajima con riso, qui servita con uovo fresco e salsa di soia, quest’ultima da aggiungere al primo come vuole la tradizione culinaria del luogo. Bisogna provarla per capire quant’è buona, e infatti è un piatto che raccomanderò a tutti gli australiani che intendono visitare proprio questa parte del Giappone. Per me, che amo il pesce, questo è stato uno tra i migliori piatti di tutta la mia vita.

  • Jessica Korteman

    La sua specialità è il taimeshi di Uwajima, cioè orata locale cruda servita con uovo altrettanto crudo e riso cosparso di brodo di salsa di soia. Per chi non è abituato a mangiare il pesce e l’uovo crudo insieme potrebbe trattarsi di un sapore un po’ troppo esotico, ma assicuro che, oltre ad essere perfettamente sicuro come del resto tutto il pesce in Giappone, il sapore è veramente squisito.

Autobus limousine Iyotetsu
Aeroporto di Matsuyama → Okaido
30 minuti, 610 yen

Castello di Matsuyamamore

Castello di Matsuyama

Situato nel centro di Okayama sull'altura pianeggiante di Katsuyama, è caratterizzato da una costruzione complessiva a corpi indipendenti e un tempo vantava superbe capacità di difesa.
È uno degli unici dodici castelli con dongione costruiti prima del periodo di Edo (1603- 1868) che ancor oggi rimangono. Nel 2006 è stato designato tra i cento più importanti castelli giapponesi e nel 2007 tra i cento più bei siti storici del paese.
Anche la torre di guardia Nohara a due piani è unica in Giappone, così come le "pareti rampicanti di pietra" dall'honmaru al ninomaru tipiche del metodo difensivo dei castelli giapponesi eretti in Corea e che si trovano solo qui e nel castello di Hikone. Comprendente il fossato del castello, anche il parco di Shiroyama è stato designato luogo storico d'importanza nazionale oltre che, nel 1990, uno dei cento più importanti luoghi di fioritura dei ciliegi e nel 2006 uno dei cento più importanti parchi storici del Giappone.

  • Samantha Firth

    Forse di tutto il viaggio questa è stata la mia tappa preferita. Ma come per tutti i luoghi storici, l’assistenza di una guida preparata fa la vera differenza. Non è solo il castello ad essere magnifico, ma anche la vista della città da lassù. Il castello di Matsuyama è tra i dodici costruiti nel periodo di Edo (tra il diciassettesimo e il diciannovesimo secolo) ancora rimasti, e sempre secondo la guida pure questo è molto ben preservato.

    Prima di salire al castello di Matsuyama abbiamo fatto due passi nel quartiere ove si trova anche la stazione della funivia, questo per visitare il negozio di Imabari Towel sempre su consiglio della nostra guida. Come dice la parola, si pensa subito agli asciugamani per cui in effetti questo marchio è molto famoso in Giappone, ma produce un po’ di tutto, anche vestiti, foulard e abbigliamento per bambini piccoli. Poi un salto in un negozio di souvenir per provare il succo di mikan, una famiglia di agrumi giapponesi davvero numerosa che nel nostro caso si avvicinavano molto alla classica arancia.

    Una scorrazzata in tram per Matsushima è qualcosa che vi divertirebbe. Alcune carrozze sono nuove, ma altre del vecchio tipo che, a dir la verità, io ho preferito per via di quel non so che di nostalgico che ogni angolo emana.

  • Jessica Korteman

    È uno dei dodici antichi castelli giapponesi rimasti pressoché intatti dalla costruzione avvenuta secoli fa, e certamente una tappa d’obbligo quando si visita Matsuyama. Arroccato su una collina, è impressionante sia vederlo dal basso sia ammirare dalla sommità la città ai suoi piedi.
    Vi si può giungere a piedi, con la funivia o con la seggiovia. Noi abbiamo preferito quest’ultima, che è a posti singoli, per giungere in cima con una vista sempre sgombra del paesaggio. Davvero entusiasmante!

    I mikan, una vasta famiglia di agrumi che comprendono arance e mandarini, a Ehime sono una specialità regionale e all’Ehime Tourism Center, nel quartiere commerciale della funivia, per soli 100 yen si può ricevere un bicchiere di succo dall’apposito rubinetto. Già che ci siete potete anche acquistare un po’ di souvenir di alta qualità e tutti di produzione locale, tra questi i famosi tessuti a spugna di Imabari.

    La rete tramviaria di Matsuyama è molto estesa, conveniente ed economica. Ogni corsa costa solo 160 yen a prescindere dalla destinazione e si paga al momento della discesa, e se non di dispone di spiccioli si può sempre usare la macchinetta cambiamonete.

Tram Iyotetsu
Okaido → Fermata Dogo Onsen
Circa 15 minuti - Adulti 160 yen, bambini 80 yen

Stazione termale Dogomore

Stazione termale Dogo

Scoperte circa tre mila anni fa, le sorgenti calde di Dogo sono le più antiche del Giappone. Questa stazione termale, sviluppata attorno al Dogo Onsen Honkan, l'edificio principale incoronato con ben tre stelle dalla Michelin Green Guide Japan, comprende anche una via commerciale coperta con svariati negozi di ogni tipo e onsen gratuito per piedi per offrire al turista continuo ristoro e un servizio di pieno appagamento. L'edificio annesso Asuka-no-Yu, inaugurato solo nel dicembre 2017, abbina invece la tradizione artigiana di Ehime all'arte d'avanguardia per offrire un'esperienza onsen nuova e senza pari.

  • Samantha Firth

    Nell’edificio principale del Dogo Onsen, la stazione termale più famosa di Matsuyama se non dell’intera regione, ci siamo prima diretti verso l’area pre e post-bagno e poi, pensate un po’, al bagno privato della famiglia imperiale!

    È un altro bagno pubblico non distante dall’edificio principale, però di recentissima costruzione (2017). Dentro è tutta un’esposizione di opere artistiche giapponesi. Anche qui c’è il bagno riservato alla famiglia imperiale, che è però una replica di quello visto poco prima nella costruzione principale. Ho cercato d’immaginarmi come deve essere il luogo quando l’Imperatore è qui!

    Qui si è svolta la nostra cena, in questo ristorante di pesce locale in cui per la seconda volta nel viaggio abbiamo avuto il privilegio della saletta privata. Il menù era un po’ diverso da quello del pranzo — orata con uovo crudo, ricordate? — perché questa volta l’orata (cucinata) e il riso formavano un piatto unico.

  • Jessica Korteman

    Il mio onsen da sogno! Come si sa, il Giappone è la terra dell’onsen, le terme, ma questa sembra abbia più di tremila anni, ci credete?
    E finalmente il mio sogno si è realizzato. Piacerà certamente anche ai patiti di anime, perché proprio questo glorioso luogo ha fornito l’ispirazione ambientale per il celebre film d’animazione La città incantata del celeberrimo Studio Ghibli.

    Il complesso è composto da due edifici, quello principale e l’annesso, quest’ultimo dagli interni moderni e con ampi spazi al piano terra. Due ambienti molto diversi ma egualmente apprezzabili a seconda dei gusti. L’annesso è altresì descritto come “museo con onsen” per via dei dettagli di design concepiti per essere funzionali ed esteticamente attraenti insieme.

    Per cena anche oggi siamo rientrati a Matsuyama sapendo che al Sushimaru ci attendeva un’altra specialità regionale: l’orata con riso (questa volta non cruda). Si chiama taimeshi ed è originaria dell‘area di Ehime, e subito si è trasformata nel mio piatto giapponese preferito.

Daiwa Roynet Hotel Matsuyama

  • Samantha Firth

    Abbastanza spaziosa la camera, bellissima la vista sulla città, finalmente una doccia come piace a me e persino una poltrona massaggio per rimetterti in sesto dopo una giornata praticamente tutta in piedi. Per completare il quadro di questo hotel, un’ampia scelta a colazione, giapponese ed occidentale.

  • Jessica Korteman

    Gentile il personale, comode le camere, spazioso il locale vasca e doccia con getto a pioggia scrosciante: è così che piacciono a me gli hotel. Ah, dimenticavo la poltroncina massaggio, la mia compagna di camera preferita!

Terzo giorno

Daiwa Roynet Hotel Matsuyama

Stazione Iyotetsu di Dogo Onsen → Stazione JR di Matsuyama
Circa 30 minuti - Adulti 160 yen, bambini 80 yen

Stazione JR di Matsuyama → Stazione JR di Imabari
Circa 36 minuti, 950 yen

  • Samantha Firth

    I treni giapponesi, si sa, sono un esempio eccellente di efficienza e puntualità. Se quelli che abbiamo preso noi sono mai stati in ritardo, si è trattato di pochissimi minuti. Inoltre i sedili erano comodi e reclinabili, ideali per un pisolino tra una destinazione e l’altra.

  • Jessica Korteman

    Per andare a Ozu e Imabari non c’è di meglio che un treno della compagnia JR. Con l’espresso non ci abbiamo mai messo più di quaranta minuti. I sedili inoltre sono spaziosi e comodi, con molto spazio anche per i bagagli. Un modo davvero efficace e puntuale per muoversi nella regione.

Shimanami Kaidomore

DESTINAZIONI RACCOMANDATE

Shimanami Kaido

Come dice il nome stesso (a seconda dell'ideogramma usato kaido può significare "strada" o "strada di mare"), la Shimanami Kaido congiunge Onomichi (provincia di Hiroshima) a Imabari (provincia di Ehime) passando sopra il mare con nove ponti separati e toccando sei isole.
In Giappone è l'unica strada la cui pista ciclabile scorre direttamente sulla superficie dei ponti anziché su un livello sottostante. In questo modo i ciclisti hanno la straordinaria impressione di pedalare sospesi sull'acqua mentre godono il paesaggio insulare circostante significativamente chiamato "l'Egeo dell'Asia". L'intero percorso di ben 70 chilometri è molto popolare anche tra i ciclisti internazionali ed è altresì stato oggetto di un servizio della rete televisiva americana CNN che lo ha definito uno degli itinerari per biciclette più entusiasmanti al mondo.
Vi si trovano molti noleggi di biciclette e in ciascuna area anche terminal presso i quali i turisti le possono restituire liberamente a prescindere dall'effettivo punto di partenza. La restituzione è altresì possibile in alcuni hotel e ryokan di Imabari.

  • Samantha Firth

    Lunga circa sessanta chilometri, è una strada panoramica tutta sul mare che collega le province di Hiroshima e di Ehime. Noi ne abbiamo percorso un tratto di quindici chilometri tra andata e ritorno per finire con un ottimo pranzo da Iki-iki-kan. Noleggiata la bicicletta al Sunrise Itoyama, di prima mattina ci siamo messi in marcia per i primi sette chilometri. Devo ammettere che a volte è stata un po’ dura tenere gli occhi fissi davanti a me, perché il paesaggio naturale là è FANTASTICO e ti costringe in continuazione a guardarlo! A volte va un po’ su e a volte un po’ giù, come se si stendesse su dolci colline, ma forse è anche questo che è così divertente. Meriterebbe di essere percorsa tutta, ma noi non ne abbiamo avuto il tempo. Però, che esperienza indimenticabile sarebbe stata.

    Dopo i primi sette chilometri di pedalate abbiamo deciso all’unanimità di fare un sosta lungo la strada. La qualità della cucina era ottima e il personale così amichevole e aperto da continuare a venire da noi per raccontarci qualcosa della zona. Dopo la pausa pranzo di nuovo in marcia per effettuare una nuova sosta, questa volta in un negozio specializzato in cibi per grigliate ove fuori ognuno se le fa da sé. Lì abbiamo fatto amicizia con il proprietario, che non solo ci ha mostrato gli immediati dintorni ma ci ha anche fatto provare un gambero gigante freschissimo!

    Chi potrebbe mai immaginare che un museo così può essere anche interessante. Espone diversi tipi di asciugamani e teli da bagno, vari altri capi di abbigliamento casual e persino... costumi Teddy Bear fatti con gli stessi materiali. Alla fine ne abbiamo pure visitato l’area che replica uno stabilimento tessile per capire come nascono questi capi così comuni ma così indispensabili nella vita quotidiana.

    Dopo la nostra avventurosa e splendida biciclettata e la visita al museo dei tessuti a spugna, la nostra guida ci ha condotto al proprio ristorante locale preferito, dove ancora una volta abbiamo mangiato l’orata (ne pescano tantissime in questo mare), questa volta accompagnata da soba, la pasta giapponese di grano saraceno, e una deliziosa zuppetta. Come ulteriore accompagnamento del pane dolce con pezzi di mikan, una famiglia molto numerosa di agrumi giapponesi generalmente riconducibile ai mandarini e alle arance (nel nostro caso assomigliavano molto alle arance) e come se non bastasse anche del tempura.

  • Jessica Korteman

    Questa arteria che collega la provincia di Ehime con quella di Hiroshima comprende una serie di ponti che attraversano ben sei isole del mare Interno di Seto, e da quanto ho sentito è l’unico attraversamento sul mare al mondo ad avere anche una pista ciclabile.
    In bicicletta abbiamo percorso una quindicina di chilometri, più precisamente da Imabari a Oshima e ritorno, sempre accompagnati da viste stupende. Per fortuna anche il tempo ci ha dato una mano, dipingendo quello splendido mare di un blu raro da vedere. Non c’è nulla di più eccitante che respirare la frizzante e fresca aria di mare con il vento che ti scompiglia i capelli.

    Nell’area di servizio di Oshima c’è questo ristorante ove abbiamo fatto un pranzo tutto giapponese. In effetti potevamo anche scegliere di farci una grigliata di frutti di mare acquistando tutto il necessario lì vicino, sempre in riva al mare. Esperienza culinaria del tutto unica in un ambiente naturale che tutti a casa mi hanno invidiato vedendo le foto.

    Si chiama Towel Museum Ichihiro ed è un pozzo d’informazioni su questa particolare industria che è altresì specialità regionale. Comprende anche un’esposizione di lavori artistici fatti interamente o parzialmente con questi tessuti.

    Il nome significa “cinque colori” e il menù comprende inarizushi (una sorta di sushi fatto con tofu fritto e riso con aceto, con la particolarità che contiene anche pezzi di mikan, i mandarini del luogo, per conferirgli una personalità più adatta.

Stazione JR di Imabari → Stazione JR di Matsuyama
Circa 36 minuti, 950 yen

Stazione Iyotetsu JR di Matsuyama → Stazione di Dogo Onsen
Circa 30 minuti - Adulti 160 yen, bambini 80 yen

Stazione termale Dogo

Quarto giorno

Stazione termale Dogo

Stazione Iyotetsu di Dogo Onsen → Stazione JR di Matsuyama
Circa 30 minuti - Adulti 160 yen, bambini 80 yen

Iyonada Monogatarimore

Iyonada Monogatari

È il treno panoramico che collega Matsuyama e Iyo-Ozu/Yawatahama due volte al giorno (andata e ritorno). Molto spazioso e dagli interni rétro-moderni che ne rendono l'atmosfera particolarmente accattivante, in tutte le stagioni offre ampie viste sul panorama esterno e un ricco pasto a base di cibi locali. Il personale di bordo è molto ospitale e il saluto genuinamente affabile della gente che saluta da terra è un tocco di gran calore per i passeggeri.

  • Samantha Firth

    L’indomani, di prima mattina ci siamo diretti di gran corsa alla stazione per prendere questo originale treno panoramico. Il viaggio, che porta da Matsuyama a Yawatahama, dura circa due ore e permette di vedere bene la costa di Shikoku, la più piccola e meno popolosa delle quattro maggiori isole dell’arcipelago giapponese di cui fa parte anche Matsuyama. Di simpatico oltre che di altrettanto originale di questo viaggio è che spesso la gente del luogo si ferma a salutare i viaggiatori. Per coincidenza siamo capitati nel momento giusto per contribuire al raggiungimento dei primi novantamila passeggeri di questo treno, e alla speciale cerimonia commemorativa abbiamo ricevuto in omaggio alcuni regalucci e un emblema di ricordo. A bordo del treno si può anche fare colazione, che consumata di fronte a quello straordinario paesaggio costiero ci è sembrata particolarmente appagante.

    A Ozu, cittadina della medesima provincia di Ehime, c’è questa straordinaria costruzione con parco in riva a un fiume. È stata costruita durante il periodo Meiji (1868-1912) da Torajiro Kōchi per essere in simbiosi con la natura circostante. In effetti non è solo un’abitazione tradizionale giapponese, ma anche un mondo d’arte concepito per fondersi, appunto, con la bellezza paesaggistica del luogo.

    Dopo una mattinata di turismo, per il pranzo è stata la volta di Aburaya, ancora una volta in una saletta privata abbastanza grande anche per quattro persone. Il menù unico era a base di maiale, noci e riso, un piatto tradizionale di quest’area.

    Ci siamo arrivati proprio durante una rappresentazione, tra l’altro molto bella come è stato altresì bello vedere gli spettatori profondamente coinvolti. Quando non vi sono spettacoli si può visitare il sottopalco per vedere i meccanismi usati una volta. Poi, girovagare per le strade di Uchiko, la cittadina cui il teatro appartiene, è stato un po’ come fare un passo indietro nel tempo.

    Oltre ai prodotti di cera in sé comprende la celebre residenza Kamihaga, che abbiamo potuto esplorare seppur solo superficialmente, e alcuni altri edifici che un tempo erano centrali di Uchiko, cittadina sorta proprio grazie a questa industria che poi fu trasferita in un’altra città. Rimangono ancora gli alberi che producevano le bacche e i macchinari usati per estrarre la cera, un altro mondo ormai praticamente scomparso.

  • Jessica Korteman

    Qui ci siamo imbarcati per un bel giro panoramico in treno, cena compresa, che durante i fine di settimana va da Matsuyama a Iyo-Ozu percorrendo la pittoresca costa marina.
    Il viaggio dura circa due ore, ma a circa metà strada fa una sosta di dieci minuti a Shimonada, una delle stazioni ferroviarie del paese più vicine al mare che è spesso oggetto di foto di professionisti e dilettanti.

    Anche questa un po’ fuori dalle rotte turistiche, è una luminosa e ariosa villa con tetto di paglia famosa anche per il suo giardino giapponese. Sino alla fine dell’epoca degli shogun, i dittatori militari di un tempo, era uno dei tanti luoghi di vacanza dei signori feudali, poi nel periodo Meiji fu ricostruita da un ricco mercante e da allora sorge pressoché inalterata come destinazione turistica. Il complesso è magnifico in tutte le stagioni, ma come ci hanno detto lo è ancor più nel periodo delle foglie autunnali.

    La prima cosa che si nota non appena si entra in questo ristorante è l’enorme tavolo di legno al centro su cui si proietta la luce naturale attraverso le grandi finestre e che conferisce all’ambiente un grande senso di spazio e ariosità.

    Uchiko, città storica, vanta diverse costruzioni che fanno da sfondo perfetto per una passeggiata. Il teatro, ad esempio, è particolarmente affascinante e credo uno dei pochi del tipo ancora rimasti in Giappone.

    Se a Uchiko si trovano così tanti edifici d’importanza storica e culturale, probabilmente lo deve anche alle ricche famiglie che vi fecero fortuna con l’industria della cera vegetale. Per questo, per meglio capirla sarebbe più opportuno sapere qualcosa di più su questo particolare tipo di prodotto.

Autobus limousine Iyotetsu
Stazione JR di Matsuyama → Aeroporto di Matsuyama
20 minuti, 460 yen

Aeroporto di Matsuyama

JAL (JAL Japan Explorer Pass) Dettagli

Aeroporto internazionale di Tokyo

  • Samantha Firth

    Sono rimasta piacevolmente sorpresa da tutto ciò che ho visto in questo viaggio prima a Tokyo e poi ad Ehime, nella grande isola di Shikoku, e so di essere anche stata fortunata di avere avuto l’opportunità di visitare una zona del Giappone ancora poco conosciuta — Ehime appunto. Serberò molto volentieri questi ricordi, ciò che ho visto e fatto, e naturalmente di quella fantastica cucina. Essenzialmente è stato un viaggio culturale, o meglio poli-culturale perché ha messo in bella mostra due aspetti così diversi del Giappone che tuttavia hanno una cosa in comune: le gentilezza spontanea dei giapponesi.

  • Jessica Korteman

    Quando si pensa al Giappone viene subito in mente Tokyo, ma anche le regioni giapponesi più periferiche sono di estrema importanza per la formazione storico-culturale del paese. L’area di Ehime, ad esempio, è una delle più belle e certamente una delle mete più interessanti per andare oltre lo stereotipo che le grandi città sono tutto di un paese.
    In effetti ha così tanto da offrire — soprattutto a partire da Matsuyama che dall’aeroporto di Tokyo Haneda dista solo poco più di un’ora — che non si può più pensare, appunto, di esaurire il proprio viaggio in Giappone rimanendo solo a Tokyo, perché sarebbe come vedere solo un lato della medaglia.

RACCOMANDAZIONI DI VIAGGIATORI

Un viaggio di nuove scoperte a Tokyo! Quindi la mia prima volta a Ehime, a solo un’ora di aereo dalla capitale ma in un’atmosfera d’altro mondo. E già non vedo l’ora di ritornarci!

Samantha Firth
Blogger di viaggi
Risiede a Australia
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    Viaggiare, cucina e lavorare all'aperto

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RACCOMANDAZIONI DI VIAGGIATORI

Questo breve giro si è rivelato molto utile per me che vivo ormai da tempo in Giappone, perché non avevo ancora molta esperienza con la vita nelle regioni più lontane da Tokyo, specialmente quelle rurali. Ehime non l’avevo mai visitata, ed ecco che questa splendida occasione mi ha portato sino a Matsuyama e dintorni, tra l’altro in modo così facile e veloce nonostante non sia proprio a due passi da Tokyo.

Jessica Korteman
Blogger di viaggi
Risiede a Tokyo
Paese d'origine: Australia
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    Viaggiare

  • Permanenza a Tokyo

    Vive a Tokyo da nove anni

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