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HIROSHIMA
  • TOKYO
  • HIROSHIMA

WATERSIDE BEAUTY

Dopo una scorrazzata lungo la costa della baia di Tokyo viaggia a Miyajima, isola nei pressi di Hiroshima il cui tempio di Itsukushima, sito patrimonio dell'umanità famoso in tutto il mondo per come sembra galleggiare sul mare, ti sorprenderà come nessun altro luogo. Poi a Onomichi, graziosa cittadina posta all'ingresso dello stupendo Mare Interno di Seto, da alcuni altresì chiamato Mediterraneo giapponese. Ecco un viaggio alla ricerca del Giappone più autentico e naturale, tra acque cristalline e fresche brezze marine.

Official Tokyo Travel Guide
https://www.gotokyo.org/it/

Local government official website
http://visithiroshima.net/

I viaggiatori

  • Traveled : July 2018 Elliot Waldman
    Giornalista, scrittore e blogger
    Risiede a Stati Uniti
  • Traveled : July 2018 Patrick St. Michel
    Scrittore freelance
    Risiede a Tokyo
    Paese d'origine: Stati Uniti

Aeroporto Internazionale John F. Kennedy

JAL005 Come arrivare dal tuo paese

  • Elliot Waldman

    Ogni volta che volo con JAL non manco di sorprendermi della generosità del servizio ai viaggiatori, in particolare, soprattutto su viaggi lunghi come questo, l’ampio spazio davanti a sé per lasciare più liberta di movimento alle gambe. Non parliamo poi del cibo, gustoso e nutriente proprio com’è nello stile di questa compagnia aerea. Ah, e che sorpresa il Mos Burger! Lo commentavano anche due altri turisti americani seduti dall’altra parte del corridoio: «Me che tipo di hamburger è?», chiede uno. «Non so, ma caspita com'è buono!» risponde l’altro.

Aeroporto internazionale di Tokyomore

Aeroporto internazionale di Tokyo

Uno dei principali punti di accesso a Tokyo, conta diverse strutture commerciali e dalla piattaforma panoramica all'ultimo piano del terminal passeggeri, accessibile anche a chi non deve volare, si domina l'intera baia di Tokyo.

Area metropolitana di Tokyo

Primo giorno

TOKYO

Tokyo City View more

Tokyo City View

Nel cuore della città, Tokyo City View ha una sala panoramica a 250 metri di altezza e un punto di osservazione all'aperto, lo Sky Deck, a ben 270 metri, per offrire sole e brezza "ad alta quota". Da lì si ha una vista mozzafiato su tutta la città e i suoi luoghi più famosi, dalla Tokyo Tower alla TOKYO SKYTREE e, condizioni meteorologiche permettendo, si può vedere anche il monte Fuji.

  • Elliot Waldman

    Nonostante abbia vissuto a Tokyo, chissà perché non ho mai pensato di provare a vederla dall’alto. Uno dei punti migliori è certamente la Mori Tower. Infatti basta salirci per capirlo, ed è anche educativo se si è in compagnia di qualcuno che ci spiega nei minimi dettagli i vari tipi di architetture di Tokyo e la storia dei suoi edifici più celebri. Ecco il vantaggio di avere una guida con sé!

    Qui invece c’ero già stato, ma questa volta è stato diverso. Molto bello soprattutto il Mori Park che nonostante si trovi al centro di un modernissimo sviluppo urbano preserva ancora un po’ di storia. È uno dei segni più benvenuti dell’enfasi dei giapponesi sulla necessità di creare armonia vecchio e nuovo.

  • Patrick St. Michel

    È la piattaforma panoramica in cima allo splendido Roppongi Hills, uno dei punti migliori per abbracciare Tokyo nella sua immensità. Ma la cosa diviene ancor più interessante se mentre si hanno gli occhi puntati su certi luoghi o edifici di alto interesse architettonico si ha a fianco qualcuno che ne spiega le particolarità, oppure la storia. Una buona guida, infatti, può fare la differenza.

    Assicuro che vale la pena entrare nel giardino vicino alla stazione televisiva, così come apprenderne la storia.

Tokyo Metro Hibiya Line
stazione di Roppongi → stazione di Ginza
Circa 10 minuti, 170 yen

  • Elliot Waldman

    Ottimo inizio davvero questo pranzo al Kakiyasu, non solo per la qualità del cibo in sé ma anche per come è stato meticolosamente preparato. Un tocco eccellente anche il mochi per dessert, un abbinamento davvero elegante.

  • Patrick St. Michel

    Una sosta all'Highball Garden di Roppongi Hills di prima mattina mi ha fatto iniziare bene la giornata. Ma ancor meglio è stato il pranzo a Ginza, che oltre alla serena atmosfera tradizionale del ristorante scelto per noi ci ha più che soddisfatto per l’alta qualità della cucina.

Kimono Gallery more

Kimono Gallery

Tokyo è il centro del Giappone e Ginza lo è di Tokyo. Ginza, baricentro culturale della moda, fonde tradizione e modernità in una squisita eleganza senza tempo e per il turista in cerca di un'esperienza veramente unica è il punto di partenza alla volta di luoghi come il Palazzo Imperiale, la Stazione di Tokyo, l'ormai internazionalissimo Tsukiji (il famoso mercato del pesce) e il Teatro Kabuki avvolto in tessuti finemente lavorati. La Kimono Gallery pensa a tutto per rendere splendida e memorabile una giornata in giro per la città in kimono.Non è necessario prepararsi né portare alcunché con sé per indossarlo: pensiamo a tutto noi, acconciatura e ornamenti per capelli compresi.
Oltre alle coppie sono benvenuti anche i singoli di entrambi i sessi.
Parliamo inglese e cinese. Particolarmente benvenuti sono i turisti stranieri.

  • Elliot Waldman

    Che dire, nella mia precedente permanenza in Giappone non avevo mai indossato uno yukata, che se non lo sapete è la versione leggera e informale del Kimono. L’occasione si è perciò presentata a Ginza. Non solo lo yukata ma anche i geta, i tradizionali zoccoli alti un palmo da terra. Sono convinto che soprattutto alle donne piacerebbe fare un’esoticità così esotica.

    Il museo del teatro Kabuki è il luogo ideale per conoscere la storia degli antichi costumi, delle tecniche di rappresentazione e dell’apparato scenico di quest’arte tradizionale giapponese ancora molto in voga, e di come sia riuscita a rimanere fedele alle sue radici durante il periodo di rapida modernizzazione del paese avvenuta agli inizi del ventesimo secolo.

  • Patrick St. Michel

    Per indossare correttamente il kimono c'è bisogno di una persona esperta che ti aiuti, e il personale di questo centro è molto professionale. Vestire lo yukata, la versione informale usata soprattutto in estate, è invece semplicissimo e così abbiamo scelto questo. Certo, tutti gli sguardi erano su di noi turisti stranieri che se ne andavano in giro tranquilli così abbigliati, ma l’esperienza nel complesso è stata molto divertente.

    Attraversando Ginza si giunge facilmente al Kabuki-za, il più famoso teatro kabuki del Giappone, quindi al Museo Kabuki, entrambi molto interessanti. Secondo me, apprendere la storia di quest’arte tradizionale e vedere gli stupendi costumi di scena e gli arredamenti usati contribuisce anche a capire meglio lo spirito giapponese.

20 minuti

SKY BUS TOKYO "Odaiba Night Course"more

DESTINAZIONI RACCOMANDATE

SKY BUS TOKYO

SKYBUS TOKYO, l'autobus aperto a due piani, è specializzato nel percorso "Odaiba Night Course" dalla Tokyo Tower illuminata sino a Odaiba transitando per il Rainbow Bridge, e poiché percorre anche un tratto di autostrada per i passeggeri è un po' come essere al parco divertimenti.
A Odaiba si ferma un'ora ad Aqua City per uno spuntino libero o una foto davanti alla Statua della Libertà con il famoso ponte sullo sfondo.
Sono due ore di perfetto piacere, una concentrazione di memorabili viste notturne in un tempo relativamente breve.

  • Elliot Waldman

    La sensazione della brezza serale di Tokyo mentre si ammirano le luci della città è una delle delizie di questi autobus scoperti. Il percorso tocca luoghi di principale interesse turistico come la Tokyo Tower e il Rainbow Bridge, che tra l’altro sono anche ottimi soggetti fotografici, e il fatto che inizi nel tardo pomeriggio e termini dopo il tramonto significa che si ha l’opportunità di vedere la città con colori diversi. È un’esperienza da non perdere soprattutto per chi a Tokyo ci va per la prima volta.

    La gita in Sky Bus prevedeva anche una sosta a Odaiba per la cena, per l’esattezza al Sushiko, per un sushi memorabile. È un tantino diverso dagli altri per via del menù più esteso dei tradizionali sushi bar, per cui può soddisfare molte più esigenze.

  • Patrick St. Michel

    Ogni volta che li vedevo passare mi veniva una gran voglia di salirci, ed ecco finalmente l’occasione! È come ci si aspetta, tante vedute fantastiche della città che si trasforma sotto i tuoi occhi e momenti particolari come il passaggio sotto la Tokyo Tower o quando si percorre il Rainbow Bridge con la sua fantastica vista della metropoli.

    Quel sushi a Odaiba me lo ricorderò per molto tempo! A parte la varietà, che rende persino difficile la scelta, la qualità era ottima e anche se non ho potuto provare tutto quello che avrei voluto alla fine sono uscito veramente soddisfatto.

A piedi
10 minuti

Bayside Hotel Azur Takeshiba

  • Elliot Waldman

    Takeshiba non è un’area di Tokyo molto frequentata dagli stranieri, e infatti non ricordo di esserci mai stato durante la mia residenza qui. Tuttavia l’ho trovata particolarmente scenica soprattutto vista da questo hotel che dà sulla baia. La mia camera era decisamente comoda e la colazione più che soddisfacente, ma il piacere maggiore è stato forse al momento del bagno tenku-no-yu.

  • Patrick St. Michel

    Sono un po’ indeciso se è da qui che ho visto il miglior panorama di Tokyo in assoluto, ma la vista della Tokyo Tower dalla mia camera era molto bella. Bella anche la camera, spaziosa e confortevole, così come piacevoli sono stati il bagno e la sauna dopo una lunga giornata in città là sotto.

Secondo giorno

CHUGOKU(HIROSHIMA)

Aeroporto internazionale di Tokyo

JAL (JAL Japan Explorer Pass) Dettagli

  • Elliot Waldman

    Partire e arrivare ad Haneda è sempre facile. Questo aeroporto è infatti molto vicino a Tokyo a cui è collegato in modo molto funzionale. Per il viaggiatore sono soprattutto convenienti il check-in e il disbrigo delle procedure di sicurezza, ma è bello anche vedere che normalmente non si formano code nonostante il costantemente elevato numero di passeggeri in transito. Anche il personale JAL contribuisce a rendere il viaggio in sé quasi un momento gradevole, mentre a bordo la spaziosità dei sedili rende il volo meno faticoso.

    Nell’aeroporto sono in vendita anche i sora-ben, i tradizionali bentō in versione “aeroportuale”, ma la varietà è talmente vasta che è persino difficile riuscire a scegliere. È un modo di pranzare conveniente specialmente per chi è in movimento, perché oltre alla ragionevolezza del prezzo è molto nutriente e dal contenuto proteico ben bilanciato.

  • Patrick St. Michel

    L’aeroporto di Haneda è un campione di efficienza, e lo vedi soprattutto dal check-in: basta scansionare il codice QR e il gioco è fatto. Così pure superare tutti i controlli di sicurezza e imbarcarsi sull’aereo, partito e arrivato a destinazione con la massima puntualità. A bordo i sedili sono comodi, un’altra occasione per riposare e recuperare le energie prima di metterle all’opera in quel di Hiroshima.

    Prima d’imbarcarmi ho avuto l’idea geniale di comprarmi un bento, il popolarissimo pasto in vassoietto pre-confezionato che trovi ovunque in Giappone e che all’aeroporto ho scelto con gran cura tra le tante opzioni disponibili.

Aeroporto di Hiroshimamore

Aeroporto di Hiroshima

L'aeroporto di Hiroshima si trova a 15 minuti di autobus dalla stazione ferroviaria JR di Shiraichi, la più vicina. Il trasferimento da questa stazione a quella di Hiroshima richiede circa 50 minuti e 1 ora e 20 minuti sino a quella di Miyajimaguchi, punto d'ingresso a Miyajima per vedere il famoso torii "galleggiante" sul mare. L'aeroporto è collegato al centro di Hiroshima anche con un servizio diretto di autobus che oltre al terminal portano sino alla stazione ferroviaria principale. È disponibile infine un collegamento diretto in autobus con la stazione di Onomichi, il punto di accesso al Mare Interno di Seto.

45 minuti sino alla stazione ferroviaria JR di Hiroshima

Circa 30 minuti dalla stazione ferroviaria JR di Hiroshima a quella di Miyajimaguchi.

Kayak di mare a Miyajimamore

Kayak di mare a Miyajima

Il kayak di mare è una delle attività ricreative acquatiche più raccomandate per esplorare il quieto Mare Interno di Seto, ma anche per avvicinarsi al tempio di Itsukushima attraversando l'iconico torii di Miyajima.
Tutta l'attrezzatura necessaria può essere noleggiata sul posto, mentre per i principianti viene svolta una breve lezione perché si sentano presto a proprio agio e possano anch'essi trascorrere ore d'indimenticabile allegria.

  • Elliot Waldman

    Non credevo che fosse possibile avvicinarsi al tempio Itsukushima in kayak dal mare; di questo viaggio è stata forse l’esperienza più memorabili per me, soprattutto pagaiare sotto il gigantesco torii, il caratteristico portale che segna l’ingresso ai templi scintoisti. L’istruttore era un tipo molto gentile e soprattutto paziente, il che mi ha aiutato non poco ad affrontare una cosa nuova come questa, ma dopo la breve preparazione teorico-pratica scivolare sulle calme acque con il tempio sempre più vicino, uno dei luoghi più riveriti del Giappone, ci ha confermato la bontà della scelta di questo programma.

    Incantevole è questa cittadina e graziosi i suoi cervi! Specialmente la via affollata di negozietti che conduce al tempio e, beh sì, anche la birreria Miyajima!

    Anche l’anago-don di Miyajima mi è piaciuto molto. È il grongo giapponese, che qui viene servito su riso con una deliziosa salsina in un’atmosfera d’altri tempi. E poi, a Hiroshima, il tradizionale okonomiyaki che così buono in effetti lo si trova solo qui.

    Ecco un’altra prima per me! Se non si viene da queste parti in effetti è difficile conoscere quest’altra forma teatrale giapponese, tra l’altro così antica e sorprendentemente (almeno per me) seguita da un folto pubblico, anche giovane. A parte la rappresentazione in sé, al termine è divertente salire sul palco e indossare quei pesanti costumi.

    Quando si gira il Giappone, data la sua conformazione geografica si finisce quasi sempre con l’usare svariati mezzi di trasporto, da queste parti anche traghetti e tram. Tutti puntuali ovviamente (altrimenti non si chiamerebbe Giappone) oltre che efficienti e sicuri.

  • Patrick St. Michel

    Erano forse dieci anni che non mettevo piede su un kayak, per cui non nascondo che non mi sentivo completamente a mio agio. Ma un po’ perché il personale addetto e l’istruttore erano molto gentili e pazienti e un po’ perché ero curiosamente eccitato dal riprovare proprio qui in Giappone tutto è filato perfettamente liscio. Non appena ci si allontana dalla costa ci si sente in un’altra dimensione — grande pace e serenità — ma quando finalmente ci si avvicina al tempio la sensazione che si prova è davvero speciale.

    Miyajima è un’isola fantastica e per diversi aspetti anche unica. Siamo saliti sulla cima per vedere il tempio Daisho-in e ascoltare la storia e i dettagli principali dei suoi edifici e delle varie sculture. Più sotto, una delle particolarità del tempio Itsukushima è lo spettacolare sfondo marino che gli conferisce un non so che di esoterico e persino d’impenetrabile, mentre passeggiare davanti ai negozietti della via principale e poi in riva al mare conferiscono all’esperienza complessiva una sensazione di grande pace interiore.

    Una varietà di cibo mai vista! Re tra tutti l’anago-don, grongo su riso di cui non conoscevo la bontà. Poi un salto alla Miyajima Brewery per un assaggio di vari tipi di sakè e infine un eccellente momiji manju, uno squisito dolcetto di pandispagna fatto a forma di foglia di ciliegio. La cena invece a Hiroshima, e lì provare l’okonomiyaki (un po’ fantasiosamente chiamato "la pizza giapponese") è stato d’obbligo, perché proprio quello di Hiroshima è speciale. Vicino al Memoriale della pace sorge anche la Orizuru Tower, un complesso di recente costruzione che fa scoprire il fascino del passato, del presente e del futuro di Hiroshima: andateci anche voi quando sarete là.

    Kagura è una danza tradizionale d’ispirazione scintoista e non nego la mia soddisfazione di essere finalmente riuscito a vederla di persona al termine della prima giornata a Hiroshima, oltre a ricevere alcune spiegazioni importanti sul suo significato storico.

    Anche a Hiroshima e dintorni i mezzi di trasporto funzionano perfettamente. Ad esempio il treno sino al molto di Miyajima, il cui tragitto è tutto un susseguirsi di eccellenti viste di Hiroshima, e il puntualissimo traghetto, dal quale si vede chiaramente il tempio mentre ci si avvicina all’isola.

45 minuti dal molo di Miyajima lungo l'“Itinerario marino del patrimonio dell'umanità”

Hotel Granvia Hiroshima

  • Elliot Waldman

    È uno degli hotel più belli di Hiroshima. I letti sono confortevoli, il servizio impeccabile e la colazione più che soddisfacente. Nulla da eccepire, veramente.

  • Patrick St. Michel

    Situato nei pressi della stazione ferroviaria di Hiroshima, perciò in posizione conveniente per girarla, ha camere spaziose e molto confortevoli. Molto graditi il servizio del giornale del mattino e la colazione a buffet che si è dimostrata perfetta per iniziare la giornata come si deve.

Terzo giorno

Hotel Granvia Hiroshima

Circa 10 minuti con il tram di Hiroshima per Miyajimaguchi; scendere alla fermata Genbaku Dome-mae.
Circa 10 minuti a piedi dalla fermata Genbaku Dome-mae

Memoriale della Pace di Hiroshima more

Memoriale della Pace di Hiroshima

Situato nel centro di Hiroshima e nei pressi del "ground zero", questo immenso parco si pone l'obiettivo di ricordare il bisogno di pace per il mondo intero. Oltre al Memoriale della Pace comprende vari luoghi di particolare interesse quali il museo, che documenta la condizione della città dopo l'esplosione della bomba atomica, la Genbaku Dome (ciò che resta della famosa cupola oltre che cenotafio delle vittime), la Hiroshima National Peace Memorial Hall, anch'essa dedicata alle vittime della bomba atomica, e il centro congressi internazionale. Ma uno dei luoghi più suggestivi è forse quello della campana della pace, designato dal Ministero dell'Ambiente giapponese uno dei cento migliori "panorami acustici" del paese.

  • Elliot Waldman

    Ricordo ancora bene quando visitai il Memoriale della Pace di Hiroshima da quattordicenne; naturalmente anche il museo, e grazie a questo viaggio ho avuto la possibilità di rivederli da adulto. Tutto qui è sobrio e solenne, una meta che ognuno dovrebbe segnare nel calendario della propria vita.

    Sfortunatamente la forte pioggia ci ha impedito di vedere più da vicino la città sull’acqua con il “gangi taxi”, come invece era in programma. Ma almeno abbiamo avuto la compagnia di uno di questi piloti che in un bar di fronte al canale ci ha spiegato il sistema di trasporti fluviali della città. Mi piace conoscere la storia ovunque vada, e scoprire quella di questo specifico mezzo di trasporto e come sostiene la vita della gente di Hiroshima è stato più interessante di quanto immaginassi. Spero di salirci la prossima volta che vi ritornerò.

    È un giardino tipicamente giapponese che mi ha colpito per la pace che emana. Soprattutto il verde lussureggiante, le ortensie e la placidità dello stagno, che se vivessi a Hiroshima andrei a vedere spesso.

  • Patrick St. Michel

    Il giorno della nostra prevista visita al Parco del Memoriale della Pace di Hiroshima tutta la regione era colpita da forti piogge. Almeno siamo riusciti a entrare nel museo del memoriale, che è molto austero, così essenziale ma pregno di significato, e non c’è da meravigliarsi che sia stato concepito così proprio per raccontare una delle pagine più buie della storia dell’umanità.

    Ancora pioggia! Che ci ha impedito di visitare il giardino Shukkei-en arrivandoci dal fiume. Ma il proprietario della società di navigazione fluviale è stato così gentile da incontrarci in un caffè vicino alle partenze per spiegarci come funziona il servizio. Molto interessante, certamente un modo conveniente oltre che forse anche divertente di spostarsi a Hiroshima e dintorni. Noi l’abbiamo provato il giorno dopo tornando da Miyajima, e in effetti questo sistema di trasporto lungo i canali della città ti fa quasi sembrare in vacanza.

    La guida ci aveva anticipato la bellezza di questo giardino; per questo nemmeno la pioggia è riuscita a farci desistere dal visitarlo. È proprio splendido, soprattutto le zone attorno allo stagno, i deliziosi ponticelli e ogni angolo da cui si poteva abbracciare il panorama nel suo insieme, decisamente rilassante.

Circa 26 minuti dalla stazione ferroviaria JR di Hiroshima a quella di Mihara

Circa 28 minuti dal porto di Mihara a quello di Setoda

Ciclismo sulla Shimanami Kaidomore

Ciclismo sulla Shimanami Kaido

Il percorso ciclistico Shimanami Kaido si estende per ben settanta chilometri da Onomichi, cittadina della provincia di Hiroshima, a Imabari, in quella di Ehime nella grande isola di Shikoku, attraversando con sei spettacolari ponti diverse isole di un mare di cui tutti riconoscono lo splendore. A sottolineare la sua crescente popolarità a livello internazionale è stata la rete televisiva americana CNN, che lo ha definito uno dei migliori percorsi ciclistici al mondo.
Osservare le numerose e piccole e grandi isole mentre si pedala alti su quest'angolo di oceano da alcuni chiamato anche “Mare Egeo d'Oriente” può riempire di sublime emozione. E per chi non è attrezzato non c'è problema: lungo il percorso si può noleggiare tutto quanto serve, bicicletta compresa.

  • Elliot Waldman

    La Shimanami Kaido è un’arteria che attraverso alcuni ponti collega sei isole dello stupendo Mare Interno di Seto. Ma una delle sue peculiarità è il tracciato esclusivo per ciclisti. Costantemente in ottime condizioni, è infatti attrezzata con tutto quel che serve per rendere l’attraversata in bicicletta senza eguali.

    Non avevo mai sentito parlare del tempio Kousanji né della Collina della Speranza, ma che posti! Il netto contrasto tra il complesso del tempio e il “tunnel dell’inferno” che sfociano sull’incredibile collina di Itto Kuetani lasciano letteralmente a bocca aperta. Anche questo lo dobbiamo alla nostra esperta guida, che alle meraviglie visive del luogo ha aggiunto utili informazioni.

    Purtroppo pioveva a dirotto e quindi addio alla tanto attesa pedalata su questo percorso molto amato dai ciclisti; ma almeno l’opportunità di conoscere il sistema che lo ha reso possibile e una breve escursione in auto nella zona mi hanno fatto capire come sarebbe stata questa breve ma avvincente avventura. Cercherò di andarci la prossima volta che visiterò il Giappone, perché non credo esistano luoghi simili in altre parti del mondo.

    Nonostante i bassi addensamenti nuvolosi che impedivano la vista in lontananza, dalla Collina della Speranza abbiamo potuto almeno vedere il canale di Onomichi e il Mare interno di Seto.

  • Patrick St. Michel

    La pioggia ci ha giocato un brutto scherzo anche qui. Era in previsione una breve biciclettata lungo questa strada scenica che dà sul Mare Interno di Seto, ma ci siamo dovuti accontentare di percorrerla in auto. Il percorso ciclistico è comunque ben tracciato e sicuro, e con nostra somma invidia abbiamo scorto alcuni ciclisti intrepidi che pedalavano senza fretta sotto la pioggia battente. In effetti qui è un po’ tutto fatto per il ciclista appassionato, anche la spiaggia di Setoda che si dice sia da favola specialmente al tramonto.

    Già il primo giorno della nostra visita in questa parte del Giappone mi è parsa chiara l’armonia tra storia, arte moderna e paesaggio di queste terre bagnate dal Mare Interno di Seto. Uno dei luoghi che più mi son piaciuti è il Kosanji, un tempio veramente bello composto da diverse costruzioni, ognuna ispirata a diverse parti del Giappone e dentro magnificamente decorata. Ma a colpirmi maggiormente è stata forse la grotta di Senbutsu, con le sue molte raffigurazioni dei vari livelli dell’inferno e le innumerevoli statue erette verso la fine.

    Come già detto, a causa del maltempo non abbiamo potuto fare il previsto giro in bicicletta. Ma l’abbiamo fatto in auto, egualmente piacevole direi. Spero di ritornarci in un’altra occasione.

    La scarrozzata in auto sino a Onomichi è stata molto interessante, e così pure l’attraversata con il traghetto. Purtroppo appena giunti nel canale antistante la città siamo stati colti da un altro acquazzone, questa volta ancor più forte. Ho pensato che con il bel tempo la vista di Onomichi dal largo sarebbe stata molto più bella!

Dal porto di Setoda a quello di Onomichi Traghetto 39 minuti
1.200 yen
Dal porto di Onomichi a Onomichi 10 minuti a piedi

ONOMICHI U2more

ONOMICHI U2

Onomichi U2 ha aperto nel marzo 2014 come ulteriore punto d'ingresso alla Shimanami Kaido, la cosiddetta mecca dei ciclisti. All'esterno particolarmente stilè, è stato ricavato in un vecchio magazzino lungo il canale Onomichi e offre camere, un bar, una tavola calda, un ristorante e un negozio di articoli tipici dell'area di Setouchi.
Particolarmente d'interesse per i ciclisti è la possibilità di tenere in camera la bicicletta dopo il check-in, così come la disponibilità di tecnici riparatori professionisti, un servizio di spedizione della bicicletta nel punto d'inizio desiderato e uno di presa a bordo per ritornare al punto di partenza.
Ma oltre all'esperienza ciclistica in sé il personale è una preziosa fonte d'informazione su ogni altra attività possibile nell'area, comprese le crociere sul Mare Interno di Seto e le salutari passeggiate sulle colline di Onomichi.

  • Elliot Waldman

    Sul molo vicino all’hotel per ciclisti ONOMICHI U2 abbiamo avuto una cena veramente squisita a base di pesce; ho un ricordo particolare delle ostriche, che così buone non credo di avere mai assaggiato. La vera differenza però è quando una cenetta così avviene a pochi passi dall’acqua di questo splendido mare.

    L’avete mai visto un hotel così? È un vero paradiso per gli amanti della bicicletta, ma certamente anche per il normale turista che capita da queste parti. Ho trovato molto originale la disposizione interna e gli allestimenti moderni e confortevoli, ma una nota di piena approvazione va anche al personale, sempre premuroso, e all’ottima cucina. Pieni voti a tutto, dunque.

  • Patrick St. Michel

    A soli tre minuti da ONOMICHI U2, l’iconico hotel per ciclisti, abbiamo trovato un bel ristorante. I menù erano tutti a base di pesce, che in questa zona del Giappone è particolarmente delizioso, soprattutto le ostriche!

    Da lontano sembra un magazzino, il che incuriosisce un po’, ma dentro è molto originale e tutto come promette, compresa la colazione (inclusa nel prezzo) con il suo buffet di pane che per diversità e qualità ha trovato in me un fan speciale. Ottimo luogo per passarvi la notte prima della biciclettata dell’indomani.

Quarto giorno

ONOMICHI U2

Onomichimore

DESTINAZIONI RACCOMANDATE

Onomichi

Onomichi è situata nella parte sud-orientale della provincia di Hiroshima lato "honshu" (l'isola principale del territorio giapponese). Della tranquilla cittadina fa parte anche la Shimanami Kaido, importante arteria che collega alcune isole del Mare Interno di Seto con il lato honshu e la grande isola di Shikoku, la più "piccola" delle quattro maggiori isole dell'arcipelago giapponese.
Il lato honshu di Onomichi è montuoso a nord e a sud, cioè verso il Mare Interno di Seto, con dolci pendii verso il mare. Onomichi stessa è collinare, e invero vanta una topografia del tutto unica. Cittadina portuale, per i giapponesi è sinonimo di vita nostalgica e questo spiega anche perché fa spesso da sfondo di numerosi romanzi e film.
Vi fiorì anche il buddismo, del quale vanta ancora molti templi antichi che la rendono un grande punto di partenza per meglio apprendere la storia e la cultura tradizionale giapponese. Ma è altresì conosciuta per essere particolarmente ospitale con i gatti, facendosi universalmente conoscere, appunto, come "la città dei gatti". Di gatti infatti se ne incontrano ovunque ed esiste persino il "viottolo dei gatti" che, decorato con incisioni feline, si è meritato la fama di nuova destinazione turistica della città. Infine, Onomichi è molto popolare anche tra i ciclisti che giungono sin qui da ogni parte del mondo per attraversare l'anzidetta Shimanami Kaido, una delle strade panoramiche giapponesi più celebrate.

  • Elliot Waldman

    Purtroppo, anche qui a causa della pioggia torrenziale abbiamo dovuto cambiare programma, ma sarà per la prossima volta perché sono sicuro che una prossima volta ci sarà.

    Sempre a causa della pioggia — accidenti che sfortuna! — il programma ha dovuto subire un cambiamento anche l’ultimo giorno, ma almeno ci siamo consolati con un ottimo pranzo all’hotel dei ciclisti. Il menù? Una bistecca di culaccio incredibile e pizza al limone, un po’originale ma squisita.

    In questo viaggio ho provato diversi nuovi sapori, a volte un mix di sapori ottimamente abbinati. Tutto mi è piaciuto sommamente, specialmente a Hiroshima. Ora capisco meglio la grande popolarità della cucina giapponese nel mondo, perché quando vieni qui scopri cosa la rende così speciale: la diligenza e l’attenzione ai dettagli della gente che gli sta dietro. Mi hanno molto — e nuovamente — affascinato anche il mix di tradizionale e moderno, nonché l’esperienza a sfondo artistico che ho vissuto. Tutto in perfetta armonia, proprio come piace ai giapponesi!

  • Patrick St. Michel

    Sempre più sfortunati: pioggia ancora più forte l’ultimo giorno del nostro giro! La mattina, in piedi presto per una colazione abbondante prima di un’altra giornata che comunque attendevo con piacere, dalla reception c’informano che la nostra guida ritarderà almeno un’ora. Va bene, aspettiamo. Poi un aggiornamento: la guida non verrà proprio. La giornata comincia bene! Perciò, niente Senkoji né Sentiero della Letteratura. D’altra parte con un tempo così capiamo perfettamente che non si possono fare miracoli.

    Così passiamo tutta la mattina e parte del pomeriggio all’ONOMICHI U2. Ma non tutto il male vien per nuocere, perché grazie anche alla premura del personale l’inatteso programma ci riserva delizie di altro genere: un ottimo pranzo nel ristorante interno, altro pane squisito dal buffet della colazione e... pizza al limone! Chi l’avrebbe mai immaginato che un abbinamento così insolito sarebbe stato così buona.

    Dato che l’ultimo giorno l’abbiamo trascorso interamente dentro l’hotel, gran parte del tempo l’abbiamo dedicata a soddisfare la gola insieme ad altri ospiti ciclisti sfortunati come noi. Poi, ecco finalmente la guida a prelevarci per condurci in auto all’aeroporto, tanto per cambiare sotto una pioggia scrosciante.

Stazione ferroviaria JR di Onomichi → Stazione JR di Shiraichi
45 minuti
Gratuito

Stazione ferroviaria JR di Shiraichi → Aeroporto di Hiroshima
15 minuti
Gratuito

Aeroporto di Hiroshima

JAL (JAL Japan Explorer Pass) Dettagli

Aeroporto internazionale di Tokyo

  • Elliot Waldman

    Quando si fa un viaggio bisogna essere pronti anche ai capricci del tempo. Questa volta la pioggia ci ha fatto un brutto scherzo, non permettendoci di realizzare il programma come previsto, ma, come detto, anche grazie alle nostre guide abbiamo trascorso giorni magnifici. Una cosa in particolare raccomando a chi pensa di visitare il Giappone: trovare almeno un giorno per vedere il Mare Interno di Seto, che con le sue tremila isole è un fantastico spettacolo della natura.

  • Patrick St. Michel

    Mi era stato detto che questo viaggio sarebbe stato particolarmente istruttivo. Infatti, mi ha fornito nuove prospettive di giudizio in relazione sia alla città in cui vivo sia ad Hiroshima e dintorni. È stato anche il mio primo viaggio sul Mare Interno di Seto. Nel complesso è stato anche ben concepito, un’armonia quasi perfetta tra la sua componente più storica e quella più amena affinché l’una non fosse preponderante sull’altra. Molto soddisfacenti anche gli hotel e il personale, sempre gentile e premuroso in tutto, e così pure la cucina ovunque ci siamo trovati. L’unica nota dolente è stato il tempo che influenzando parecchio il programma ci ha costretto a cancellare alcune attività, ma a parte il fatto che di questo non aveva colpa nessuno, alla fine siamo riusciti a trovare occupazioni alternative ma altrettanto soddisfacenti.

RACCOMANDAZIONI DI VIAGGIATORI

Mi è molto piaciuto questo giro turistico, soprattutto Hiroshima e l’area del Mare Interno di Seto che durante la mia residenza in Giappone non avevo girato a sufficienza. Nel complesso un’esperienza di viaggio che raccomando a chiunque.

Elliot Waldman
Giornalista, scrittore e blogger
Risiede a Stati Uniti
  • Hobby

    Cucina, ciclismo e arte

  • Numero di viaggi in Giappone

    Ha vissuto a Tokyo

RACCOMANDAZIONI DI VIAGGIATORI

Mi sono piaciuti molti aspetti di questo viaggio in Giappone, ma particolarmente il museo del kabuki, Miyajima e l’hotel per ciclisti U2. L’unico rammarico forse è il poco tempo passato al museo della bomba atomica di Hiroshima, uno dei quei luoghi che hanno il potere d’indurre alla riflessione.

Patrick St. Michel
Scrittore freelance
Risiede a Tokyo
Paese d'origine: Stati Uniti
  • Permanenza a Tokyo

    Sette anni

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